LETTERA DEL PRESIDENTE

Il mio nome è Giovanna Castelli e per tutta la vita ho sempre fatto attività di volontariato perché sentivo impellente l’esigenza di essere parte attiva del mondo della solidarietà sociale.
Cosa spinge persone “normali”, con una vita tranquilla, fatta di consuetudini, difficoltà, lavoro, abitudini e affetti, a mettersi in gioco per costruire fra mille difficoltà burocratiche ed economiche un’associazione è difficile da dire. Forse l’unica e vera ragione risiede nel fondo del cuore, differente da persona a persona, quindi vorrei provare a narrare quanto ho vissuto io.
Lavorando da molti anni presso l’Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia, prima nel reparto di Ostetricia e poi in quello di Neonatologia, ho potuto conoscere l’universo sommerso rappresentato dai bambini abbandonati alla nascita dai genitori.
La legge italiana prevede questa possibilità, cioè di partorire negli ospedali e non riconoscere il bambino: sospendendo il giudizio morale (non sta a nessuno di noi giudicare le scelte altrui) questa normativa ha evitato il triste ripetersi di abbandoni di neonati per strada, in cassonetti, con la loro probabile morte, dando loro una possibilità di vita.
Così, ora questi bambini restano nei reparti ospedalieri, in attesa di un futuro, ma quale?

Alcuni di loro – i più fortunati – trovano una nuova famiglia che li accoglie, altri invece segnati da problemi di salute non seguono la stessa strada, ricevendo così il secondo rifiuto da parte delle vita. Il loro destino è una casa famiglia, dove verranno accolti e troveranno rifugio. Ma anche questo cammino non è facile e indolore e – soprattutto – non è rapido.

Stiamo parlando di bambini invisibili, perché ben pochi conoscono la loro esistenza.

Il forte impatto emotivo e l’enorme coinvolgimento che questi bambini – incontrati durante il mio lavoro – suscitavano in me, mi hanno progressivamente coinvolta, facendo sì che insieme ad altre colleghe decidessi di occuparmene anche nel mio tempo libero. L’energia positiva di quanto insieme a loro facevamo è divenuta un’onda che ha reso possibile allargare sempre più l’adesione, creando una specie di rete di accoglienza e protezione amorevole intorno ad essi.
Eppure non mi sembrava sufficiente quanto stavamo facendo, volevo che i bambini invisibili trovassero qualcuno che li rappresentasse al mondo sociale, trovassero una voce che per loro parlasse a tutti.

Se non appari, se non hai un’immagine, se non hai una voce, infatti, per il mondo non esisti.  Ma essi sono ed esistono.

È difficile - ancora oggi – non emozionarsi e farsi coinvolgere dalle storie di ognuno di questi bambini.
Tutti abbiamo diritto ad avere delle possibilità: ecco perché decisi di fondare la nostra Associazione. L’entusiasmo che trovai introno a me fece nascere un gruppo riconosciuto, capace di organizzare un intervento più articolato di assistenza psicologica e di cura (affettiva) per questi piccoli.
Tutte le persone più importanti per me non hanno esitato a darmi il loro sostegno, perché chi sostiene il Dharma dal Dharma è sostenuto.
La nostra Associazione, come una pianta miracolosa, ha messo radici profonde nel cuore di molte persone ed è fiorita trovando nutrimento nell’entusiasmo di un numero sempre crescente di volontari.
Donare tempo e cuore ci regala felicità, non sottrae ma aggiunge.

IL PRESIDENTE
Giovanna Castelli

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