Nel rapporto genitori/figli, c'è un limite tra i NO e i SI, ovvero c'è un equilibrio tra cose concesse e vietate, senza sfociare nell'essere troppo permissivi o troppo rigidi?

 

I Sì ed i No hanno due valenze fondamentali, da distinguere: una è relativa alla convivenza, e l’altra all’educazione. Per questo i criteri sono doppi, e si tratta di decidere di volta in volta, meglio se in accordo tra adulti educatori. Per la convivenza, i limiti al comportamento del figlio possono variare dal No quasi assoluto al Sì altrettanto generale: ci sono genitori o insegnanti che non tollerano rumore mentre parlano, come ci sono genitori o insegnanti che ammettono ogni genere di chiasso, confidando sulla loro capacità di avere attenzione. In termini di convivenza, i limiti sono riconducibili quindi al rispetto della libertà altrui, ed è consentito tutto ciò che non la lede, ben ricordando che la libertà altrui non è definita, e ciascuno ritiene “giusto” il confine che pone: alcuni sono permissivi senza limite, altri autoritari senza dubbi. L’importante è ricordare che qui NON si tratta di educazione bensì di convivenza, e quindi di scelte responsabilmente personali.
Per l’educazione, invece, occorre ricordare che non è un processo fine a se stesso, e che non può non avere obiettivi: chi non pone obiettivi al proprio modo di educare lascia solo che prevalgano gli obiettivi altrui, che siano consapevoli oppure no. È quindi fondamentale che i genitori, o chi per loro, si chiedano quali siano gli obiettivi educativi che intendono raggiungere, perché solo così ha un senso scegliere le modalità di intervento.
Nella mia esperienza, raramente ho scelto un No per porre limiti di convivenza. Invece, di fronte ad ogni scelta di comportamento nei confronti dei miei figli, mi sono chiesto se, dopo una decina d’anni, mi sarei pentito o sarei stato orgoglioso di quella scelta.
In generale, è comunque opportuno ricordare che non esistono solo i Sì ed i No, ma anche i Se. Un libro non è né lecito, né vietato, ma può essere apprezzato Se si impara a leggere. Il Se è la chiave dell’apprendimento: la condizione è il criterio della responsabilizzazione, per cui non sono più gli adulti a concedere o a vietare, ma sono i figli ad acquisire le capacità necessarie per ottenere ciò che serve loro.

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