Quanto i genitori devono entrare nel mondo scolastico? E' giusto condividere cosa fanno e come lo le mastre/docenti?

Essendo ancora aperto il dibattito teorico sulla padronanza del minore (“è dei genitori, è della società, o appartiene solo a se stesso fin dalla nascita?”) la scuola non ha alcun diritto di nascondere la propria attività ai genitori e, in prospettiva pedagogia, dovrebbe esistere una profonda collaborazione tra genitori e scuola. Con questo, la relazione con gli insegnanti è spesso avvelenata da equivoci e da ostilità. Prima di tutto, è raro che gli insegnanti accettino di essere alla pari dei genitori, relativamente all’educazione: se è vero che hanno programmi, è anche vero che, teoricamente, gli obiettivi educativi dovrebbero essere comuni, eventualmente con differenze nelle tecniche, sulle quali non dovrebbe essere difficile trovare accordi. Invece l’intromissione dei genitori viene spesso vista come invasione di campo, ed il dirigente scolastico, che dovrebbe mediare, di solito si schiera con i docenti, con fratture che a volte finiscono sui giornali. Per altro, anche da parte dei genitori ci sono frequenti infrazioni alle regole di una buona collaborazione, per esempio evitando accuratamente le iniziative di incontro e di colloquio fino a che non sorge un problema, del quale pretendono si applichi la loro soluzione, spesso senza nemmeno voler sapere come si è sviluppato.
In altri termini, se in teoria si potrebbe dire che la collaborazione scuola/famiglia sarebbe il sistema ideale, di fatto occorre vedere di volta in volta quali possibilità si aprono, in funzione tanto dei docenti con i quali dialogare, quanto dei colleghi genitori che troppo spesso preferiscono la polemica alla ricerca di soluzioni. Tuttavia, se il rapporto con i figli è ben costruito fin dall’infanzia, ed è improntato alla stima, allora la scuola sarà comunque da valorizzare agli occhi degli allievi, in modo da evidenziare ciò che è utile, e togliere importanza a quanto fosse in contrasto con gli obiettivi educativi dei genitori.

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