E’ giusto fare i compiti con i ragazzi o è meglio abituarli a fare da soli?

Nell’educazione non c’è nulla di giusto o di sbagliato, come non ci sono strade giuste o sbagliate: dipende da dove si vuole arrivare e, se ci si accorge che ci si allontana dagli obiettivi, è sempre possibile correggere, a condizione di una buona conoscenza della situazione. Se l’obiettivo, che suggerisco, è l’autonomia, allora la presenza dei genitori è finalizzata alla verifica dei compiti eseguiti. Purtroppo, l’abitudine degli educatori è quella di usare più castighi che premi: se l’educazione fosse un’automobile, potremmo dire che i castighi sono il freno e che i premi sono l’acceleratore, mentre il volante è la direzione, e quindi il raggiungimento degli obiettivi. Con questa premessa, la strada verso l’autonomia dei figli nell’esecuzione dei compiti è lastricata di premi. I premi sono il contrario dei castighi: se, quando si castiga di sgrida, allora quando si premia si loda; se, quando si castiga, si vietano divertimenti, allora quando si prema si consentono divertimenti. I premi, quindi, non consistono in aumenti di spese o in sprechi ma, semplicemente, nel miglioramento del rapporto, impostandolo alla stima ed evidenziando il valore dei risultati acquisiti. Per questo, il buon esempio è fondamentale: il genitore che non si premia, che è sempre nervoso, che sa solo vedere le proprie mancanze, non potrà dare l’esempio dell’impiego dei premi ai figli. Quindi, quando è ora dei compiti, l’orientamento è far meritare ai figli una lode finale per aver svolto bene quanto richiesto da scuola, e la verifica diventerà una richiesta dei figli per avere la dimostrazione di stima. Chiaramente un metodo del genere non può essere messo in pratica subito: occorre prendere atto della situazione in cui ci si trova, e stabilire delle tappe per poter arrivare al risultato. L’ideale sarebbe stendere un progetto col coniuge: nell’impossibilità di farlo, diventa indispensabile scrivere il progetto, e monitorarlo durante la realizzazione, correggendolo se si dimostrasse inadeguato.

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