RAPERONZOLO       

C’erano una volta una moglie e un marito che desideravano tanto avere un bambino; un giorno il loro desiderio fu soddisfatto e per parecchi mesi vissero felici e tranquilli.


Ogni giorno la donna si affacciava sulla finestra che dava sul retro della casa e ammirava l’orticello della maga che abitava giusto di fianco a loro.
Era un orticello meraviglioso, dove crescevano sempre verdure e frutti succosi e belli... ma quello che ingolosiva di più la donna erano dei raperonzoli.
Ammira e guarda, alla donna venne una gran voglia di assaggiarne uno. La golosità era tale che smise di mangiare e ben presto diventò pallida e smunta.
Allora il marito preoccupato le chiese: "Moglie mia, perché stai così male?"
"Oh caro marito, devo assolutamente mangiare uno di quei raperonzoli dell’orto della maga, altrimenti ben presto morirò!"
Il marito, che voleva molto bene alla moglie, decise di rischiare la vita e di andare a rubare i raperonzoli nel giardino; all’imbrunire scavalcò il muro e, quatto quatto, rubò cinque bei raperonzoli, li portò a casa e, finalmente, la moglie ci fece un’insalata.
Il giorno dopo, però, la voglia di mangiare raperonzoli non svanì e il marito fu ancora una volta costretto ad andare nell’orto.
Aveva appena scavalcato il muro, quand’ecco che gli si parò davanti la vecchia strega:
"Come osi tu, piccolo uomo, rubarmi i raperonzoli?!" disse la brutta strega infuriata.
"Sono qui perché, se mia moglie non mangia i raperonzoli del vostro orto, ben presto morirà".
La strega a quelle parole parve molto rasserenata: "Se è così, prendi tutti i raperonzoli che vuoi ma quando tua figlia nascerà sarà mia!!".
L’uomo, a malincuore, accettò e infatti quando la figlia nacque fu subito consegnata alla vecchia strega.
Raperonzolo, questo è il nome della bambina, crebbe e diventò una bellissima ragazza, così la strega gelosa decise di rinchiuderla in una torre in mezzo al bosco, senza porte nè finestre.
A dire il vero, la torre aveva una piccola finestra e ogni giorno la strega andava ai piedi della torre e gridava: "Raperonzolo, Raperonzolo, butta la treccia!!"
Raperonzolo allora scioglieva le sue trecce (che erano lunghe più di dodici braccia!) e le calava giù dalla torre: la strega poteva così salire.
Un giorno, il principe stava passeggiando con il suo cavallo nel bosco quando sentì un meraviglioso canto provenire dalla torre.
Girò intorno alla torre ma non trovò nè porte nè finestre così, triste e sconsolato, tornò a palazzo.
Il povero principe era stato talmente affascinato da quel conto angelico che non riuscì più a dimenticarselo; spesso faceva lunghe passeggiate nel bosco finchè un giorno passò di lì sull’imbrunire e vide la strega che diceva:
"Raperonzolo, Raperonzolo, butta la treccia!!"
Così, rincuorato, decise di provare egli stesso appena la strega se ne fosse andata.
"Raperonzolo, Raperonzolo, butta la treccia!!" gridò il principe e la treccia cadde dall’alta finestrella. Egli la prese e si arrampicò sulla torre.
Quando Raperonzolo lo vide ebbe molta paura ma, dopo che il ragazzo ebbe raccontato tutta la storia, non solo si tranquillizzò ma se ne innamorò anche.
I due giovani si promisero eterno amore e che si sarebbero sposati appena fosse stato possibile.
Da quel giorno e per molto tempo il principe si recò tutti i giorno alla torre per far visita alla sua bella e la strega non seppe niente.
Ma una bella mattina Raperonzolo disse per sbaglio alla strega: "Perché tu pesi così tanto mentre il giovane che mi viene sempre a far visita è così leggero?".
La strega allora andò su tutte le furie, tagliò le due trecce a Raperonzolo e la segregò in un deserto lontano.
Intanto, anche quel giorno il principe andò a trovare la bella Raperonzolo. Quando la chiamò come sempre le due belle trecce furono calate ma la sorpresa fu che, quando il principe arrivò in cima alla torre, trovò la brutta strega che, con una mossa agile, lo scaraventò giù.
Nonostante l’altezza, il principe ebbe salva la vita anche se, cadendo in un cespuglio di rose, si punse entrambi gli occhi, accecandosi.
Vagò quindi per anni nel bosco cibandosi solo di radici e piangendo per la tragica perdita dell’unico suo amore, finchè un bel giorno arrivò nei pressi del deserto dove viveva Raperonzolo con i suoi due gemelli.
Sentendo la sua voce si precipitò verso di lei che, quando lo vide, lo abbracciò piangendo per la felicità.
Due lacrime della ragazza caddero sul bel viso del giovane e subito i suoi occhi ripresero a vedere, così tornarono al castello, si sposarono e vissero per sempre felici e contenti.

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